LOTTA OLIMPICA

La lotta è uno degli sport più antichi e conosciuti, consiste nel combattimento corpo a corpo tra due avversari. Il termine si riferisce in particolare a tecniche, movimenti e contromosse applicate al fine di ottenere un vantaggio fisico, come posizioni di dominanza, uscite e sottomissioni, si intende che la lotta sia priva di colpi e disarmata. Praticato fin dall’antichità la lotta è il più bell'esempio di agonismo diretto, vigoroso, immediato e spettacolare. Le prime testimonianze documentate di lotta in Egitto compaiono circa nel 2300 A.C., nella tomba del filosofo dell'Antico Regno Ptahhotep. Provengono dal periodo del Nuovo Regno (2000-1085 A.C.), dipinti che mostrano lottatori egizi e nubiani combattere fra di loro. Successivamente, in Europa la civiltà ellenica ha tramandato ampie e complete documentazioni, in cui la lotta era considerata come un esercizio indispensabile per il rafforzamento del fisico e del carattere dei giovani, tanto da essere inclusa nei giochi olimpici antichi ed essere citata nei poemi omerici dell'Iliade e dell'Odissea. Secondo la tradizione greca, persino Platone partecipò come lottatore ai Giochi dell'istmo.[ Al giorno d'oggi, nel mondo occidentale l'eredità della pratica greca è alla base della lotta olimpica, essa è una disciplina assolutamente non letale, in cui gli atleti imparano a rispettare se stessi e l'avversario, in cui le uniche tecniche permesse sono prese e proiezioni senza arrecare danno all’avversario, colpi e leve articolari non sono ammessi. Attualmente la lotta olimpica si divide in due stili principali, estremamente affini tra loro (ognuno comunque con le proprie competizioni): stile libero (comprendente anche lotta femminile) e greco-romana. In Italia si pratica a livello agonistico sotto l’egida della FIJLKAM-CONI.